Sardegna costa ovest: tra scogliere, grotte e miniere

Sardegna costa ovest: tra scogliere, grotte e miniere
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Quella parte di litorale sardo che si estende dall’estremo nord fino a Bosa – la parte della Sardegna nord-ovest di cui parleremo in questo articolo: non solo la ricchezza paesaggistica, ma anche quella storica, culturale, naturalistica, archeologica. Il territorio è terra di antichi siti nuragici, miniere, grotte e varie conformazioni naturali, nonché habitat naturale di innumerevoli specie animali e vegetali.

Apriamo alla grande – parlandovi del Parco Nazionale dell’Asinara, situato sull’omonima isola, estrema punta nord ovest della Sardegna. Il Parco è una delle tante riserve marine protette, ma poche si possono vantare di tale bellezza. La fauna marina è straordinariamente ricca; notevole la presenza di aragoste, murene, gronchi e polpi; al largo delle coste sono presenti anche cetacei quali balenottere e capodogli, che hanno valso l’inclusione dell’Isola nel progetto Santuario dei Cetacei. Da ricordare, tra i mammiferi, l’asinello bianco, variante esclusiva dell’Asinara a mantello bianco. Per il divertimento di grandi e piccini, ottimo è l’ Ospedale delle Tartarughe, che organizza visite soprattutto tra le scolaresche e dedica la propria attività al salvataggio e al monitoraggio delle tartarughe marine.

Anche il turismo minerario trova spazio al nord-ovest, con il delizioso villaggio dell’Argentiera costruito sul mare; si potrà godere di uno spaccato della vita mineraria sarda, con le abitazioni, l’infermeria e la grande laveria in legno costruita a ridosso della spiaggia.

Le coste sono (come sempre) splendide, alcune basse di sabbia finissima, altre costituite da alte scogliere, come il promontorio di Capo Caccia, che insieme all’Isola Piana costituisce area marina protetta. Ma è nell’entroterra che il sassarese rivela il suo potenziale, con un paesaggio incontaminato e selvaggio composta da colline verdi, formazioni calcaree, pinete secolari.

Alghero poi è una meta turistica rinomata, con le sue spiagge di sabbia candida, che fanno la gioia degli amanti della vacanza al mare. Alghero è anche famosa per la lavorazione del corallo, eccezionalmente importante nel corso della storia tanto da guadagnarsi un posto nello stemma della città (un rametto di corallo sullo scudo).

Partendo da Alghero in auto e viaggiando lungo la strada provinciale 105 (SP105) si giunge fino a Bosa guidando lungo la costa e godendo dei meravigliosi paesaggi. Bosa Marina è la località balneare più recente in Sardegna,mentre Bosa è un delizioso borgo che ha origini medioevali, a cui si può arrivare anche risalendo in battello il fiume Temo.

Ora è il turno della costa a sud-ovest, a parere di chi scrive la più bella in assoluto, perché varia e straordinariamente ricca di storia e cultura, oltre che di bellezze naturali di gran pregio.

Si parte dall’area di Oristano e Cabras, famosa per i suoi stagni. La zona si estenee su una piccola penisola chiamata Penisola del Sinis ed è una delle più importanti zone umide della Sardegna. La zona compende gli stagni di Cabras, con annesse le aree di Mistras, Pauli ‘e Sali e lo stagno di Sale Porcus . Più a sud c’è lo stagno di Santa Giusta, o più semplicemente stagno di Oristano. Non si tratta di un’area unica, ma è invece frastagliata in parti salmastre e parti di acqua dolce, lagune, paludi e laghi predisposti all’industria ittica. Le specie che abitano questi territori sono molteplici e si parla soprattutto di uccelli: il cormorano, l’airone cenerino e l’airone bianco maggiore tra i più famosi, più una colonia di fenicotteri rosa.

Poco più a sud inizia un’area cruciale (forse la più importante) per quanto riguarda la storia sarda: la zona delle miniere, ora dismesse e visitabili dai turisti. Il turismo minerario è il fiore all’occhiello della Sardegna e quest’area (chiamata il Sulcis Iglesiente) è la più ricca di cave e villaggi minerari. I villaggi sono dei rari esempi di architettura industriale, con le case, le infermerie, i circoli dei lavoratori e le antiche laverie. I turisti possono visitare le miniere percorrendone i cunicoli scuri; il bello è che tante miniere sono costruite a ridosso di speroni di roccia, sulla costa, regalando quindi ai turisti un panorama indimenticabile. Famose quelle di Buggerru, Masua, Nebida, Tonnara sulla costa; tutta l’area tra Iglesias e Carbonia poi è costellata da miniere visitabili.

Viaggiando più a sud si incontrano le bellissime Isole di Sant’Antioco e di San Pietro. Arrivarci è semplice, basta deviare sulla strada statale 126, che poi diventa SS126dir. Da Calasetta si può prendere il traghetto per il porticciolo di Carloforte per esplorare le bellezze dell’antica Isola di San Pietro.

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