Golfo di Orosei: natura incontaminata

Golfo di Orosei: natura incontaminata

Il Golfo di Orosei prende il nome dalla cittadina omonima, situata nel nord ovest della Sardegna, presso la foce del fiume Cedrino; è proprio questo il punto di approdo della processione di pescatori che, in occasione della celebrazione di Santa Maria ‘e Mare in maggio,  trasportano qui il simulacro della Madonna.
Quest’area della Sardegna si estende per oltre 40 km di costa ed è una delle poche in Italia rimasta immutata per milioni di anni, escludendo le trasformazioni di origine naturale; il Golfo di Orosei infatti è rimasto immune dal processo di cementificazione delle coste dedicate alla balneazione e presenta aree assolutamente incontaminate. Il rischio maggiore è il semplice sovraffollamento delle aree più “turistiche” in alta stagione, tuttavia la maggior parte delle aree rimane tutt’ora disabitata.
Orosei è in sé una cittadina affascinante, antico centro romano più volte divenuta preda delle incursioni piratesche. Il paese presenta una quantità interessante di chiese ed è famoso per la vivacità delle sue celebrazioni, tra le quali abbiamo la processione della settimana santa, il falò di Sant’Antonio, la processione di barche della già citata Santa Maria ‘e Mare e la sfilata di carri e cavalli per celebrare Sant’Isidoro a maggio.
La costa presenta una caratteristica forma ad “anelli”, calette sabbiose intervallate e protette da promontori calcarei a picco sul mare. Una rigogliosa e folta vegetazione, costituita dalla classica macchia mediterranea e dai grandi oleandri rosa, ricopre i picchi rocciosi che sovrastano le spiagge. L’intesa attività calcarea ha portato alla formazione di rocce e cavità sotterranee, cunicoli che si estendono sotto la superficie del mare, largamente inesplorati. La grotta più famosa, visitabile, è sicuramente la Grotta del Bue Marino, dove graffiti preistorici accolgono il visitatore appena all’ingresso. La Grotta prende il nome dal mammifero che un tempo la abitava, la foca monaca mediterranea, oggi purtroppo estinta.
La famose “cale” del Golfo sono raggiungibili via mare oppure percorrendo i sentierini che scendono dall’entroterra verso le spiagge, a volte anche dopo ore di cammino. La parte sud soprattutto ,quella che coincide con i promontori del Parco del Gennargentu, è formata da calette intervallate da alte falesie a picco sul mare. Spiagge famose sono quelle di Cala Birìola e di Cala Goloritzè, con i loro caratteristici archi rocciosi sullo sfondo del mare turchese.
Cala Goloritzè è un autentico capolavoro naturale, la cui spiaggia è composta da ciottoli levigati e sabbia bianca, il mare è turchese e nel paesaggio che dà sull’entroterra è dominato da un alto pinnacolo roccioso, meta degli appassionati di arrampicate.
Cala Luna è un’altra destinazione famosa, raggiungibile in traghetto o tramite imbarcazioni proprie. Il nome deriva dalla forma a mezzaluna del litorale candido, protetto dagli altissimi promontori rocciosi ai sui lati; alle sue spalle cresce rigoglioso un bosco di oleandri ed anche un laghetto di acqua dolce. Nella parete dei promontori si aprono i suggestivi ingressi di alcune grotte e nei pressi di Cala Luna si trova anche la già citata Grotte del Bue Marino.